Palio dl'Urmon
A Robbio la tradizionale festa.
| un grande albero, un olmo per la precisione, anzi, come dicono i botanici, un 'ulmus campestris' oppure ancora, come hanno sempre detto i robbiesi…l’URMON.
Stava da qualcosa come 220 anni davanti alla Chiesa parrocchiale,
enorme, maestoso nella sua imponenza ed era diventato una parte di noi
robbiesi, o meglio, era "entrato" dentro di noi! Era stato "piantumato" nel 1768 assieme ad altri piccoli olmi, ma dopo solo 10 anni tutti suoi "fratelli" furono abbattuti allo scopo di reperire legname per la costruzione della Chiesa parrocchiale; lui però no…forse perché troppo piccolo e quindi inservibile a farne lunghe assi, forse perché troppo gracile o forse chissà…doveva arrivare fino a noi! Così quell’olmo rimase solo e crebbe sempre più fino a raggiungere dimensioni leggendarie, almeno per i robbiesi. Per più di due secoli ha visto scorrere, a volte placida a volte tumultuosa, la storia della nostra città; i neonati robbiesi passavano sotto le sue protettive fronde quando venivano portati al fonte battesimale, i bambini giocavano all’ombra delle sue foglie, i giovanotti baciavano le neospose dopo essersi sposati, i vecchi pensionati riposavano sulle panchine lì vicino ed infine, nell’ultimo viaggio, passavano ancora una volta a salutare il "grande amico"... | |
Sembrava immortale , il vecchio urmòn,
ma non era così ! nel corso degli anni ’70 le sue verdi foglie
cominciarono ad accartocciarsi e sfoltirsi, i forti rami si facevano di
anno in anno più gracili e secchi……l’urmòn si era ammalato! Sabato 2 Luglio 1983 il "grande vecchio" fu abbattuto davanti ad una folla muta , consapevole che Robbio, dopo quel giorno, non sarebbe più stata la stessa. Si decise di lasciare solo il tronco, uno straziante ricordo alto più di 3 metri e di quasi 5 di circonferenza, ma quell’enorme moncone non piaceva a nessuno ed il solo guardarlo faceva troppo male al cuore, così, dopo qualche tempo, anche quel troncone fu abbattuto ed il vecchio urmòn sparì per sempre. Quella mattina, al rumore delle motoseghe, morì una parte di tutti noi; | |