Cascine
In Lomellina, come in tutta la pianura lombarda, le campagne sono costellate da numerosissime cascine di grandi dimensioni, un tempo dotate di tutti i servizi e le strutture necessarie per la vita sociale e la produzione agricola, che potremo definire di modello imprenditoriale.
La forma classica a corte chiusa, quadrilatera, deriva in qualche caso dalla villa rustica romana, in altri dalla forma del ricetto medioevale o dai conventi dei monaci.
Sull’ampio spazio interno, quadrato o rettangolare, in parte occupato dall’aia, si affacciano a meridione le stalle per le mucche da latte con i sovrastanti fienili, a ovest le stalle destinate ai buoi ed ai cavalli e i locali di servizio, e poi, a oriente, le case dei salariati, cioè dei contadini a contratto fisso. Nella posizione migliore rimasta libera, spesso a nord, la casa del proprietario o del fittabile, cioè il conduttore dell’azienda, più ampia e con un piano rialzato sopra le altre per far posto anche al granaio.
Nella cascina non è difficile trovare la chiesa oppure un semplice campaniletto che scandiva le ore richiamando i contadini al lavoro dei campi o annunciando la fine della dura giornata di lavoro.
Fra le più interessanti cascine Lomelline sono la Sforzesca di Vigevano, costruita alla fine del Quattrocento dagli Sforza a poca distanza dalle marcite leonardesche di San Vittore; la Cascina Barzo di Gravellona, di origini basso-medioevali; la Cascina San Sebastiano di Robbio, dove sono state ritrovate gli affreschi delle storie del santo (XV- XVI sec.); la Marza di Zeme; Erbamala e Campalestro fra Velezzo e Cergnago, nelle quali non è difficile riscontrare un antico passato monastico; la medioevale tenuta di Sant’Albino e la grande cascina Medaglia a Mortara; la Melegnana, la cui origine di villa romana è documentata da numerosi ritrovamenti, e la Vallazza ad Olevano; Santa Maria di Bagnolo (resti di una chiesetta romanica del secolo XI) e San Bernardo (affreschi di scuola gaudenziana) a Langosco.